Una delle grandi “scoperte”, se così possiamo chiamarle, degli ultimi anni, è l’incredibile utilità dell’isolamento tramite cappotto termico. Un discorso che, forse grazie ai costi ridotti rispetto al passato, oppure per via dell’ecobonus 110, sta finalmente avendo più ampio respiro specialmente in Europa, in cui il sistema ETICS, ovvero “Isolamento termico dall’esterno per parete verticale, con intonaco sottile su isolante” viene utilizzato ormai per la coibentazione di ogni tipo di edificio: pubblico o privato, nuovo o da ristrutturare.
Spiegare come funziona e cos’è il cappotto termico, tuttavia, richiede qualche piccola premessa. Vediamo insieme cosa ci serve sapere!
Di cosa è costituito un cappotto termico
Il materiale più utilizzato nella coibentazione degli edifici è certamente l’EPS, ovvero il polistierene espanso sinterizzato. Una delle caratteristiche principali di questo prodotto è che è trattato per avere una “ritardata propagazione alla fiamma”, di fatto rendendolo parzialmente ignifugo. Con uno spessore tra i 60 e i 150mm a seconda del clima delle zone in cui vanno installate, l’EPS è un sistema a norma UNI EN 13163. Tuttavia, è la norma UNI EN 13499 a specificare alcune caratteristiche che ogni cappotto termico deve avere, fra cui: reazione al fuoco conforme alle norme EN 13501-1, possedere una rete di armatura in fibra di vetro come rinforzo dell’intonaco, un collante e un primer come base e protezione dell’intonaco, ma anche la presenza di sagome in lega leggera o ultraleggera per creare profili verticali e orizzontali.
Se poi il fissaggio dev’essere profondo, allora devono essere presenti anche dei tasselli per garantire la presa.
Cosa fa nel pratico, però, un cappotto termico e perché questa tecnologia è sempre più diffusa? Cerchiamo di fare chiarezza!

I vantaggi e le funzioni di un isolamento a cappotto termico
Uno dei primissimi e più importanti vantaggi di un sistema d’isolamento a cappotto termico è indubbiamente le proprietà isolanti da freddo e caldo, che diminuiscono la dispersione di calore o frescura e richiedono quindi l’accensione per minor tempo di riscaldamenti e sistemi di raffreddamento.
In secondo luogo, ovviamente, il cappotto termico protegge le facciate dagli agenti esterni, essendo di fatto un’ulteriore copertura alla parete sottostante. Di fatto, con un sistema di cappotto termico si migliora anche l’igiene e il comfort di qualsiasi spazio, impedendo la formazione di muffe e zone umide, così come l’eccesso di calore durante la stagione estiva.
Se poi andiamo più a fondo, il cappotto termico è un alleato indispensabile per ridurre le emissioni e creare edifici più “green”, utilizzando anche materiali diversi fra loro. Di base, infatti, si dovrebbe evitare di unire alcuni prodotti insieme, al fine di garantire una certa stabilità in caso di sollecitazioni termiche e meccaniche, ma anche semplicemente per garantire una superficie piatta e resistente nel tempo. Proprio queste scelte, dopotutto, portano a quei problemi molto comuni come crepe, infiltrazioni e distacchi di materiale dalle pareti.
Proprio con il cappotto termico ETICS tutto questo viene ridotto e, nella maggior parte dei casi, annullato. Con oltre 30 anni di utilizzo in ogni parte d’Europa, oggi è possibile aumentare (e di molto) la classificazione energetica di un’immobile, prolungandone irrimediabilmente la sua durata nel tempo.
Se il cappotto poi viene pensato durante la fase di costruzione, è possibile risparmiare anche un po’ di spessore sulle pareti perimetrali, di fatto aumentando la superficie a disposizione dello spazio abitativo.
Con pigmenti resistenti alla luce e l’irradiamento solare, anche l’estetica degli edifici è preservata e, in molti casi, migliorata sensibilmente, utilizzando tinte in grado di riflettere la luce evitando colorazioni troppo scure o intense.