Quando si parla di rifare, o fare da zero un pavimento, la scelta dei materiali da utilizzare ha la primaria importanza. Senza delle piastrelle con qualità tecniche sufficienti, infatti, persino il più bravo dei professionisti avrebbe difficoltà a fare un buon lavoro. Tuttavia, al contrario, anche con un materiale ottimo di partenza, se la fase di posa pavimenti viene effettuata con pressapochismo o scarse capacità, il risultato finale presenterà diversi problemi, alcuni molto comuni nei pavimenti odierni.
Non c’è, infatti, soltanto lo strato finale a decidere come si manterrà nel tempo il pavimento, ma anche il sottofondo, lo strato legante, i giunti di dilatazione e molto altro. Quando infatti diciamo la parola “pavimento”, stiamo in realtà parlando di un insieme, non soltanto delle semplici piastrelle che compongono il livello più superficiale.
Posa pavimenti: come dev’essere realizzata
Iniziamo con il dire che la posa può essere effettuata tramite i cosiddetti “collanti”, oppure con della malta cementizia. Solitamente sono le ditte stesse a suggerire, a seconda delle situazioni, una soluzione piuttosto che un’altra, ma è anche vero che spesso, in luoghi dove c’è molto transito o pesi elevati, è meglio utilizzare un collante.
Sta però all’abilità del posatore, ovvero chi si occupa appunto della realizzazione del pavimento e la posa delle piastrelle, a garantire che qualsiasi peculiarità del materiale scelto venga esaltata, anche scegliendo accuratamente dettagli apparentemente minori come il sistema di posa, oltre al seguire rigorosamente le fasi necessarie.
Di base, infatti, si comincia poggiando a terra una piccola porzione di pavimento per avere una visione d’insieme. Anche se il materiale appare sporco, evitiamo di inumidirlo prima della posa e se stiamo lavorando con delle superfici levigate, evitiamo matite e pennarelli per i segni, che potrebbero rimanere visibili.
Una volta effettuata l’effettiva fase di posa pavimenti, si dovranno attendere dalle 48 alle 72 ore per poter transitare normalmente, in modo da evitare eventuali distacchi e “scivolamenti” dovuti al peso.
La fase di stuccatura, ad esempio, va fatta all’incirca dopo uno o due giorni dal posizionamento del collante, tranne in casi in cui il prodotto utilizzato non sia della tipologia rapida, con asciugatura in 8 ore o meno.
Se le piastrelle che stiamo piazzando sono levigate e lucide, optiamo per degli stucchi cementizi che si abbinino di tono al materiale che stiamo posando, tranne in casi in cui si voglia volutamente creare un effetto di contrasto. La stuccatura è un processo che deve evitare, per quanto possibile, stucchi epossidici e malte a base di materiali sintetici, evitando assolutamente anche prodotti additivi per rinforzare lo stucco. Qualsiasi traccia di residuo, infatti, sarebbe estremamente difficile da rimuovere, rischiando di rovinare il materiale. Se comunque ci si sente fiduciosi dell’utilizzare questi prodotti, facciamo prima un piccolo test per valutare l’effettivo risultato finale.

Un altro errore molto comune è avere fretta e stendere grandi quantità di stucco. Serve un po’ di pazienza, andando a lavorare piccole porzioni al fine di eliminare facilmente il prodotto in eccesso, fintanto che lo stucco è umido e rimovibile.
Al termine della posa e trascorso il tempo necessario a solidificare i materiali, possiamo procedere con una pulizia per rendere le superfici brillanti e completamente prive di residui. Attenzione all’acido fluoridrico, un componente che va contro la norma EN 14411 per la pulizia dei pavimenti stuccati.
Se non ci sentiamo in grado di realizzare un lavoro seguendo queste fasi e con la dovuta cura, rivolgiamoci agli esperti: il lavoro sarà svolto con professionalità e risparmiando sicuramente tempo, rendendo più semplice tornare a svolgere le attività quotidiane in casa.