Qual è la differenza fra tinteggiatura e verniciatura

Quando si svolgono lavori in casa, spesso si parla di parole che appaiono molto simili fra loro: tinteggiatura, verniciatura e imbiancatura. Questi interventi non sono però tutti uguali: sono anzi molto diversi tra loro, ma quali sono le effettive differenze?

Vediamo di fare un po’ di chiarezza!

Tinteggiatura, verniciatura e imbiancatura non sono sinonimi!

La differenza “concettuale” di questi interventi è evidente già nelle norme UNI 8752, che appunto distinguono fra “decorazione colorata” e semplice decorazione non colorata. Entrambe hanno la descrizione di essere “protette da un film coprente”, al fine di preservarne le qualità nel tempo.

Tuttavia, oltre al colore, le differenze fra tinteggiatura con pittura (o tinta, appunto) e verniciatura sono molte, essendo due processi dai risultati e dagli impieghi molto diversi. Innanzitutto parliamo dei prodotti che si utilizzano: la pittura si ottiene combinando pigmenti coloranti e diluendoli, per creare una miscela che di norma va a coprire completamente (o per la maggior parte) la superficie su cui si va ad applicare. Per questo motivo, ad esempio, alcune pareti di edifici storici possono eseguire verniciature, ma non tinteggiature, proprio per la natura coprente della pittura.

La vernice, al contrario, utilizzata appunto nella verniciatura, non ha i pigmenti, finendo naturalmente per essere molto meno coprente e, anzi, trasparente. Se si stende una sola passata di vernice, infatti, si può ancora vedere non solo la superficie sottostante, ma anche possibilmente una parte del colore originale. Per questo la vernice spesso e volentieri è soltanto uno strato in più inserito al di sopra delle pitture, per rinnovarne la protezione e migliorarne la tenuta, senza intaccarne l’aspetto estetico.

Quando procedere con la tinteggiatura

Data la natura profondamente diversa dei prodotti impiegati, è evidente che la pittura sia indicata per tutte quelle situazioni in cui le pareti esterne o interne di un locale devono cambiare drasticamente aspetto e, al contempo, essere protette da una pellicola elastica, in grado di assorbire e prevenire danni come screpolature e distacchi. Non c’è un limite alla tipologia di prodotto: acrilici, lavabili e idropitture sono tutte all’interno della grande categoria “tinte”.

La tinteggiatura delle pareti è anche un ottimo metodo per rinnovare ambienti e coprire danni parziali, dopo la loro riparazione. Una vernice, infatti, continuerebbe a far notare eventuali discrepanze di colore e superficie.

Quando si deve scegliere la verniciatura

La vernice, anche se possono proteggere e aumentare l’elasticità delle tinte utilizzate, non vengono quasi mai usate su pareti che necessitano di un colore solido, oppure vengono fatte più passate, aumentando il tempo richiesto per completare l’opera.

La trasparenza delle vernici le rendono un prodotto più adatto a trattare altri materiali, come ad esempio il legno, dove anzi si va a ravvivare il colore naturale, oppure lo si va a cambiare leggermente. Un esempio è la creazione di venature e decorazioni colorate su mobili, pareti e strutture esterne in legno.

Allora cos’è l’imbiancatura?

Come dice il nome, l’imbiancatura è semplicemente la stesura di una tinta unita, spesso che include intonaco+pittura, oppure semplicemente la creazione di una base bianca su cui poi inserire decorazioni, che siano vernici, stencil o qualsiasi altro elemento che ci sembra adatto all’estetica da ottenere con il risultato finale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Search this website